venerdì 29 luglio 2011

LA GUIDA DEL CUORE - di ROBERTO MARCHESINI

Il rapporto tra un ragazzo e il suo cane rappresenta quanto di più importante e poetico si possa immaginare. Tra i due si viene a creare un'intesa così profonda e una tale comunione di intenti che in breve è impossibile dissociare l'uno dall'altro. Per un giovane il suo amico a quattro zampe diviene una sorta di spirito guida capace di aiutarlo nei difficili momenti di passaggio e di confortarlo nelle situazioni problematiche. Se tutto questo è vero lo è ancor di più per Tommaso che essendo non vedente ha negli occhi del cane il suo più importante riferimento nella relazione col mondo. 
Roberto MarchesiniAlì è un pastore tedesco abilitato a essere un cane guida, ma per Tommaso è molto di più. Orbene pochi giorni orsono Alì è scomparso dalla casa dei genitori e conoscendo il carattere del cane è impossibile che si sia allontanato spontaneamente. Il sospetto, il terribile sospetto, è che qualcuno abbia sottratto Alì a Tommaso. Se questo sospetto corrispondesse al vero non c'è dubbio che chi ha compiuto quest'azione, di per sé riprovevole, si sia macchiato di un delitto ancor più grave. Per questo faccio un appello perché Alì sia riconsegnato al più presto tra le braccia di Tommaso, perché rappresenta la sua vita, è la sua guida del cuore.



Fonte: IL RESPIRO (http://www.ilrespiro.eu)

martedì 21 giugno 2011

SALVIAMO GLI ORSI DELLA LUNA!

Con preghiera di diffusione ai vostri contatti.
grazie mille!

  
  
 Cari  Amici,
l'Associazione  Salviamo gli Orsi della Luna
presenta Serata Benefit

 
VENERDI' 8 LUGLIO 2011!

 
 
C/O  CostArena - Via Azzo Gardino, 48 Bologna

 
Aperitivo con buffet + Musica

Ore  19.30
Presentazione

Ore  20.00 Proiezione del filmato "WERE IS MY  TOMORROW"

a seguire INGRESSO LIBERO AL  CONCERTO DEI GIPSY SWING

 
  
Costo/donazione: 10 EURO (ricavato interamente devoluto al progetto  di liberazione).

SI PREGA DI PRENOTARE ENTRO DOMENICA 3 LUGLIO AL  N. 333 - 4285644

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

 
 Ass. Salviamo gli Orsi della Luna
Via F. Coppi,  20
40033 Casalecchio di Reno (Bo)
tel. 051-5877693 /  333-4285644
 
 web site: www.orsicinesi.org <http://www.orsicinesi.org/>  - www.animalsasia.org <http://www.animalsasia.org/>
e-mail: forbears@katamail.com


 <mailto:forbears@katamail.com>

mercoledì 15 giugno 2011

Traffico cuccioli: prima condanna a reclusione




Siamo molto soddisfatti per la prima condanna per traffico illecito di animali da compagnia, grazie alla Legge 201/2010 che dal dicembre scorso punisce chiunque, al fine di procurare a sé o ad  altri  un  profitto, reiteratamente  o  tramite  attività organizzate,   introduce   nel territorio nazionale animali da  compagnia   privi   di   sistemi   per l'identificazione  individuale  e  delle  necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale”, commenta Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore Cani e gatti.
  • Il Tribunale di Pistoia, infatti, ha condannato tre persone arrestate a febbraio, applicando per la prima volta quanto disposto dalla Legge n. 201 del 2010: A.C. e M.C., padre e figlio, hanno patteggiato rispettivamente 3 anni e 1 mese e 2 anni e 3 mesi di reclusione, mentre K.K, la donna ungherese che gestiva gli annunci su internet, ha patteggiato una pena di 2 anni e 8 mesi.
    I tre furono arrestati alla conclusione dell’indagine denominata Kutya (che in ungherese vuol dire cane), ad opera del Corpo Forestale dello Stato di Pistoia e Prato e coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, nell’ambito della quale furono sequestrati 27 cuccioli importati illegalmente dall'Europa dell'Est, oltre a 175 documenti comprovanti la vendita degli animali, 130 passaporti ungheresi di cani e altro materiale fra cui documenti sanitari, cellulari, computer, medicinali veterinari, microchip e siringhe per il loro inserimento.
    I cuccioli, fra cui carlini, akita, sharpei e labrador, venivano venduti online dai tre e spacciati per animali provenienti da un regolare allevamento, esistente però solo sulla carta. Si trattava in realtà di cani importati clandestinamente dall'Ungheria, spesso malati e privi di vaccinazione, tanto che molti erano morti dopo l'acquisto o erano stati salvati in extremis dagli ignari acquirenti.
    “Il ruolo dei cittadini è fondamentale per stroncare questo traffico – prosegue Ilaria Innocenti della LAV –l’operazione che ha portato all’arresto dei tre, infatti, era iniziata proprio in seguito alla  denuncia di alcune persone truffate  nell'estate del 2010. E sono in corso altri procedimenti giudiziari per analoghi casi”.
    “La stessa Legge 201/2010 rappresenta il risultato della volontà delle migliaia di cittadini, che ci hanno sostenuto nella battaglia contro questo vergognoso traffico sin dal novembre 2008, quando scendemmo in piazza con la campagna Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli, subito fatta propria con sensibilità dal Ministro degli Esteri Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Martini”, conclude Ilaria Innocenti.


    (fonte LAV)

martedì 31 maggio 2011

Serial killer di cani a San Marino, stop all'esposizione internazionale Manifestazione sospesa dopo la morte di altri 2 animali, che si aggiungono a quelli uccisi negli ultimi mesi

SAN MARINO - È stata sospesa, a causa del'avvelenamento di tre cani, di cui due sono morti, la 29esima Esposizione internazionale canina organizzata a San Marino dal Kennell Club e in programma nel weekend nella piccola città stato. Lo hanno deciso gli organizzatori, anche per le forti proteste dei partecipanti internazionali. Da più di un mese a San Marino vengono denunciati casi di avvelenamenti di animali da compagnia, ad opera di quello che oggi viene chiamato il serial killer dei bocconi avvelenati. Dei tre cani avvelenati, tra l'altra notte e le prime ore di oggi, uno è sotto osservazione veterinaria. Per gli altri due, di proprietà di un milanese e di un tedesco, non c'è stato nulla da fare.
LA RICOSTRUZIONE - Secondo una prima ricostruzione fatta dalla gendarmeria e dalla guardia forestale, che lavora in queste ore per bonificare gran parte della zona boschiva intorno alla sede della manifestazione, i due cani sarebbero stati vittime dell' avvelenamento mentre erano al guinzaglio durante una breve passeggiata per i bisogni, prima di sfilare per la competizione. In pochi minuti hanno manifestato i primi sintomi, e sono morti in poco meno di mezz'ora. Un particolare che fa pensare ad una tossina velenosa estremamente potente; le autorità hanno deciso di procedere alla bonifica per scongiurare ogni pericolo per la salute umana. Su uno dei due cani è stata disposta l'autopsia proprio per scoprire il veleno usato e risalire a chi possa aver lasciato le esche.
CACCIA AL VELENO - Forte tensione per l'accaduto tra gli espositori: tra questi un gruppo di Bologna che ha manifestato l'intenzione di sporgere denuncia, una volta rientrato in sede, alle autorità italiane, mentre i proprietari dei due cani avvelenati hanno già provveduto a farlo al comando della gendarmeria. Nei giorni scorsi i militari avevano infatti trovato bocconi - fatti di carne e lardo - con un forte veleno. Molte le carcasse di cane ritrovate nelle ultime settimane, ma quello che è accaduto alla mostra canina, con animali addestrati a non mangiare cibo trovato per strada, fa supporre ad un avvelenamento per inalazione più che da ingestione. I cani possono essersi avvelenati anche solo annusando la sostanza killer. 

(Fonte: Ansa)

venerdì 20 maggio 2011

Commento di Roberto Marchesini sui macachi maltrattati a Giakarta e lo studio Usa che sostiene la loro capacità di valutazione.

IL COMMENTO DI ROBERTO MARCHESINI...

Non vi è dubbio che mai come in questi tempi si debba registrare un profondo scollamento tra ricerca scientifica e prescrizione etica. Così può accadere che, con una sincronia da corsa centometrista, esca da una parte uno studio condotto dalla State University di New York, dove si stabilisce che i macachi sono in grado di sapere di non sapere, ossia di approssimarsi alla sapienza socratica, e dall'altra la notizia di come vengano correntemente torturati in Indonesia gli stessi macachi per costringerli in banali esibizioni antropomorfiche che servono solo a divertire e ad alimentare la stupidità umana. Niente da eccepire se seguiamo la prescrizione corrente che vuole che scienza ed etica viaggino per binari separati. Conoscere l'intelligenza e quindi la sensibilità di una specie dovrebbe porre degli interrogativi sul comportamento umano, se non altro perché esiste un rapporto diretto tra caratteristiche del soggetto e diritti implicati che vanno rispettati.
 


LA PRIMA NOTIZIA...Macachi torturati per intrattenimento, lo svela un'indagine della JAAN
Un’indagine sotto copertura dell’associazione JAAN (Jakarta Animal Aid Network) rivela le orribili crudeltà alle quali i giovani macachi sono sottoposti per essere addestrati. L'indagine, insieme ad una petizione online, ha il fine di spingere le autorità indonesiane ad agire e porre fine a tanta malvagità.
Le catene che vengono fissate intorno al collo dei macachi servono agli addestratori per costringerli a stare in piedi o per infliggere loro delle punizioni

A rivelare il duro addestramento che consiste nel torturare i poveri macachi affinché essi possano intrattenere e divertire il pubblico con delle gag, è la JAAN (Jakarta Animal Aid Nerwork), una Ong (organizzazione non governativa) fondata nel 2008 per proteggere la fauna indonesiana e tutelare il benessere degli animali domestici di Giacarta.

Sotto copertura, l’associazione ha portato avanti un’indagine per esporre le crudeltà che le scimmie devono sopportare durante l'addestramento per far guadagnare pochi soldi a uomini senza scrupoli. Due specie di macaco in Indonesia, il Macaco mangia-granchi (Macaca fascicularis) e il Macaco coda di porco (Macaca nemestrina), dovrebbero essere protette perché in via di estinzione; paradossalmente il commercio di macachi invece è attivissimo.

Tutti gli esemplari che si trovano in vendita nei comuni mercati, nei negozi di animali o di fronte ai centri commerciali, sono stati catturati in natura. La tortura per questi animali, infatti, comincia proprio dal momento in cui vengono brutalmente prelevati dal loro habitat naturale, la foresta di Sumatra, dai bracconieri. I metodi di cattura sono diversi, tutti ignobili! Il più comune è quello di sparare alle femmine adulte per impossessarsi del cucciolo, strappandoglielo dalle braccia.

Durante il viaggio i macachi neonati, impauriti e stressati, in mancanza delle mamme si aggrappano alle sbarre delle gabbie

I macachi neonati sono i più richiesti perché hanno ovviamente una vita più lunga e perché essendo piccoli e carini attraggono facilmente il pubblico. Durante il viaggio vengono ammassati in piccole gabbie; sono impauriti e stressati e in mancanza della mamme si aggrappano alle sbarre delle gabbie. I bracconieri sono pagati dai committenti due dollari a macaco; una volta arrivati nei mercati vengono commerciati da venditori ambulanti per cinque dollari a esemplare.

Gli acquirenti sono privati che li comprano per tenerli davanti alle proprie abitazioni o per farli esibire in spettacoli itineranti. In entrambi i casi sono legati e sin da piccoli i proprietari gli infilano una catena al collo che non gli toglieranno più. Il macaco crescerà e la catena diventerà una seconda pelle, causandogli un atroce dolore e provocandogli malattie infettive (tetano).

Questi animali hanno denti lunghi, aguzzi per cui, per evitare che possano ferire le persone, i venditori tagliano loro i canini. La tecnica utilizzata non è innocua, i macachi avvertono un dolore terribile e spesso contraggono delle infezioni che possono essere fatali.

A questo punto inizia l'addestramento che non è meno disumano. Le scimmie vengono appese a testa in giù in modo da imparare a camminare in posizione eretta. Le catene che vengono fissate intorno al collo degli animali servono agli addestratori per costringerli a stare in piedi o per infliggere loro delle punizioni quando non obbediscono ai comandi. Vengono alimentati (con del cibo scadente e non consono alla specie) solamente quando eseguono perfettamente gli ordini.

Dopo la dura 'lezione' vengono riposti in casse di legno e non possono interagire tra loro; questo isolamento li turba profondamente. I macachi, come tutti i primati, sono creature altamente gregarie, tenute in cattività deperiscono, hanno bisogno di interagire con i propri simili.

Una volta terminato l'addestramento, snaturati e privati della propria dignità, sono pronti per esibirsi in scenette comiche; sono costretti a camminare in posizione eretta, indossare costumi, maschere, cappelli, occhiali, camminare sulle mani, sedersi su giocattoli o saltare su delle piccole moto in movimento. Tutto questo in nome del divertimento di qualche turista che a fine spettacolo gli lancia qualche spicciolo.

Una femmina di macaco è stata fotografata mentre mendicava, indossando una testa di bambola con il suo cucciolo aggrappato al corpo

Altri macachi invece vengono utilizzati per chiedere l'elemosina. In una delle tante strade di Giacarta un esemplare femmina è stata fotografata mentre mendicava, indossando una testa di bambola con il suo cucciolo aggrappato al corpo. Anche i passanti o gli spettatori, spesso, non hanno rispetto per questi animali; alcune volte gli gettano degli oggetti contro o li colpiscono con dei bastoni.

Alla fine della carriera - ossia quando diventano adulti, inutili e non più tanto carini e teneri agli occhi del pubblico - vengono abbandonati dai loro proprietari che se ne disfano senza porsi assolutamente nessuno scrupolo. Privi di vaccinazioni o di altre cure veterinarie spesso diventano un vero pericolo; sia perché nel frattempo hanno sviluppato una certa aggressività per le torture subite sia perché sono portatori di diverse malattie che sono trasmissibili anche all'uomo, quali la rabbia, il vaiolo delle scimmie, virus erpetici e tubercolosi. Inoltre, essendo abituati a ricevere il cibo dall’uomo, non sono in grado di nutrirsi da soli.

Femke den Haas di JAAN dopo l'indagine ha dichiarato: "È penoso vedere come queste scimmie, sottratte dal loro habitat naturale, siano torturate e condannate ad una vita d'inferno". Con questa indagine e con una petizione online possiamo almeno provare a sensibilizzare le autorità indonesiane per fermare queste stupide rappresentazioni che hanno come protagonisti ancora una volta gli animali non umani.

Un appello ai turisti: se un giorno doveste andare a Giacarta e vi imbatteste in qualche 'umano' che sfrutta un piccolo macaco, spero che voi esprimiate sfacciatamente tutto il vostro disappunto boicottando il suo insensato spettacolo.



LA SECONDA NOTIZIA...  
Studio Usa: i macachi sono in grado di esprimere un dubbio. Piuttosto che dare una risposta errata, passano

 

MILANO – Meglio passare piuttosto che sbagliare: i macachi sottoposti a un esperimento cognitivo da parte dei ricercatori statunitensi hanno evidenziato la capacità molto umana e molto evoluta di coltivare il dubbio e, soprattutto, di saperlo riconoscere. Lo studio americano ha dimostrato che le scimmie sono in grado di dubitare di sé e di provare incertezza sul da farsi di fronte a una scelta che contempla, oltre a due risposte opposte, anche una terza risposta che si potrebbe tradurre in un «non so».

LO STUDIO - Come riporta la Bbc, la ricerca della State University di New York, in collaborazione con la Georgia State University, ha preso in esame il comportamento di alcuni macachi di fronte a un semplice videogioco nel corso del quale gli animali dovevano giudicare la densità di un quadrato di pixel premendo il tasto D (che stava per dense) se i punti erano numerosi e ravvicinati e S (che stava per sparse) se erano rarefatti. In caso di risposta esatta le scimmie ricevevano un premio commestibile, mentre se sbagliavano il gioco entrava in pausa per qualche secondo.

IL PUNTO INTERROGATIVO - Ma a disposizione dei macachi c'era anche una terza opzione: un punto interrogativo premuto al momento giusto consentiva loro di passare alla domanda successiva, senza alcun premio, ma anche senza pausa, dimostrando che anche le scimmie «sanno di non sapere». Meglio andare oltre, devono aver pensato i primati nella loro mente, dimostrando di preferire uno scenario senza infamia e senza lode allo sbaglio, ma soprattutto dimostrando di saper ammettere la propria indecisione. Interessante anche notare che alcune specie di scimmie cappuccine, se sottoposte allo stesso test dei macachi, hanno mostrato invece di ignorare puntualmente l’opzione rappresentata dal punto interrogativo. La ricerca è stata condotta dal professor John David Smith, della State University of New York di Buffalo e da Michael Beran, della Georgia State University, i quali hanno presentato l’esperimento dei macachi dubbiosi nel corso di una sessione organizzata dalla European Science Foundation. Smith e Beran hanno poi commentato i risultati del loro lavoro sottolineando come il dubbio sia una parte fondamentale del pensiero cognitivo: le scimmie sanno di non sapere e, come avviene negli esseri umani, questa consapevolezza rivela una profonda evoluzione del pensiero.

COGITO ERGO SUM – «Penso, quindi sono», sosteneva Cartesio, sottolineando che l’uomo dubita e dunque pensa. La verità scaturisce proprio da quel dubbio metodico di cui parlava il filosofo francese e ritrovare anche negli animali questa abilità tutta umana di mettere in dubbio una verità rappresenta una rivoluzione. Ma non occorre scomodare Cartesio per intuire che la scelta di quel punto interrogativo da parte dei macachi può significare moltissimo. Anche se ancora non sappiamo quanto.

mercoledì 18 maggio 2011

DICHIARAZIONE DI MARGHERITA D'AMICO, GIORNALISTA, RILASCIATA A SIUA SUL COLLARE ELETTRICO

Sull'eventuale utilizzo del collare elettrico per cani apparentemente suggerito dall'ENCI, che ha poi diramato un comunicato prendendo distanze dall'iniziativa e professandosi a esclusivo favore del benessere animale, si è sollevata indignazione. Non solo per l'idea, tanto stupida quanto violenta, ma anche, forse, in relazione all'ambiente stesso che sembrava averla partorita.
Da noi parlare di allevamento e ragionare su quanto delicato, difficile, controverso sia l'equilibrio fra l'amore per una specie, una razza, un individuo e il commercio della sua vita, è ancora infrequente. Né ci è facile smettere di concepire il mondo dei cani - e dei gatti - diviso in due. Il popolo affamato e derelitto composto dalle migliaia di randagi di cui è necessario prender cura, e una sorta di immaginari quartieri alti: gli esemplari selezionati, nati bene e destinati alle attenzioni.
Ci basta uno sguardo appena più attento, tuttavia, per capire che non funziona proprio così. E se oggi la realtà ci propone canili che traboccano anche di animali di razza, la colpa non è solo imputabile ai proprietari indegni, ma pure alle mille ombre che percorrono le attività allevatoriali e le loro stesse ragioni.
La questione è complessa, le realtà varie e senz'altro distinte fra loro. Ma il solo fatto che si possa legalmente produrre un indiscriminato numero di soggetti come se si trattasse di borsette o calzini, è sufficiente a dimostrare con quanta superficialità il tema venga affrontato da un punto di vista normativo e istituzionale. Per compiacere gli interessi di un mercato, fatto però di esseri viventi, non si considerano l'evidenza di un territorio sovrappopolato e la conseguente urgenza di contenere le nascite. 
  La prima e fondamentale risposta al randagismo, una piaga che in Italia ha raggiunto proporzioni molto drammatiche, è senz'altro nella sterilizzazione, da praticare sia nei canili e nei rifugi che nel privato. E' quindi altrettanto urgente che gli allevamenti - sia quelli ufficiali che gli irregolari e incontrollabili fai-da-te - cessino di immettere quantità illimitate di animali in una situazione così drammaticamente satura. 
Dovremmo anche interrogarci sui cuccioli meno belli, nati con piccole o gravi malformazioni, rispediti al mittente per questo o quel disturbo. Eccezioni a parte, cosa accade di loro? In una fabbrica, le borsette difettose si buttano.
  A ben vedere dunque l'odioso collare elettrico è da osteggiare in sé, ma va anche colto come espressione di un sistema e quasi, potremmo dire, punta dell'iceberg.


ROMANIA, CANI MASSACRATI NEL CANILE PUBBLICO DI BOTOSANI

Duecentrotrenta "trovatelli" sono stati massacrati, la notte tra martedì 10 e mercoledì 11 maggio, nel canile pubblico di Botosani una città nel Nord Est della Romania, non molto distante dal confine con la Moldavia. A renderlo noto è l'associazione animalista rumena Ador, attraverso l'italiana Save the Dogs che da anni è anni attiva nel Paese balcanico per tutelare i randagi. Secondo qunati si apprende, i 230 "senza famiglia" sarebbero stati uccisi perché affetti dal cimurro, una malattia incurabile a detto del Sindaco di Botosani. Soltanto 24 ore prima dell'eccidio i volontari rumeni avevano visitato la struttura, scattato alcune foto agli animali e chiesto l'affido di 18 di loro, da fare adottare. Al loro ritorno presso il canile pubblico, tutto ciò che i volontari hanno trovato sono stati alcuni sacchi riempiti con i corpi dei "trovatelli". Ancora poco chiare le modalità con cui i cani sarebbero stati uccisi. Ador sospetta, tuttavia, che abbiano sofferto: non solo nei box sono state trovate tracce di sangue ma diversi quattrozampe mostravano anche chiari segni di violenza. Al contrario di quanto accaduto con il triste precedente di Costanza (un altro massacro di randagi), la vicenda di Botosani ha trovato larga eco sui media e scosso gran parte dell'opinione pubblica rumena. E' il caso di ricordare che la Romania è a tutti gli effetti un Paese membro dell'Unione Europea; ciononostante, in materia di protezione degli animali, sembra ispirarsi più a retrive pratiche di stampo medievale che non a quel superiore livello di civiltà di cui dovrebbe farsi portatrice la Comunità Europea.

A questo indirizzo è possibile firmare la petizione online per protestare contro l'atroce atto di barbarie compiuto la notte martedì 10 e mercoledì 11 maggio.